martedì 20 novembre 2012

11 motivi per pubblicare ebook


1. Gli ebook non hanno confini, arrivano ovunque e all'istante. Non sono confinati solo in alcune librerie come per i libri cartacei a seconda di quanto è famosa la casa editrice o fin dove riesce ad arrivare (spesso poco lontano dalla città di provenienza della casa editrice stessa). Considerate anche che ci sono città più piccole che non hanno neanche una libreria e a causa della crisi dell'editoria sono sempre più in discesa il numero delle librerie presenti, tranne quelle in franchising.
2. Li puoi comprare dove vuoi e quando vuoi, anche senza uscire di casa.
3. Li ricevi subito, senza accordi con il corriere o senza timore che si rovini o vada perso durante il trasporto.
4. Non si rovinano a differenza dei libri cartacei che si usurano e che dopo qualche anno si ritrovano tutte le pagine ingiallite e ci fa passare la voglia di leggerlo.
5. Non occupa spazio, se non pochi Mb su hard disk del pc o dell'e-reader. Sempre meno persone e case hanno una libreria o uno spazio dedicato ai libri. Esistono famiglie che non possiedono nemmeno un libro.
6. Te lo puoi portare dove vuoi con l'iphone, ipad, kindle, kobo...
7. Gli e-reader sono sempre più venduti e quelli nuovi con inchiostro elettronico non fanno neanche male agli occhi.
8. Possono essere letti anche dalle persone anziane o con problemi della vista dato che si può scegliere la grandezza del carattere.
9. Gli e-reader sono adatti per chiunque dato che sono facili da usare, spesso contengono al loro interno un vocabolario, si possono fare sottolineature e commenti a margine e per girare le pagine occorre premere un bottone o sfiorare lo schermo, cosa utile anche a chi soffre di qualche disabilità fisica.
10. Costa poco.
11. Ultima ma non meno importante è l'impatto sull'ambiente: nullo! Non bisogna tagliare nessun albero per creare un ebook!

Articolo di Elister Edizioni

martedì 6 novembre 2012

Ottenere ciò che vogliamo

Quanto saremmo felici se potessimo fare ciò che vorremmo?
Moltissimo, presumo.
Eppure ci sentiamo costantemente delusi, insoddisfatti, frustrati e incompleti.
La cosa peggiore è che spesso il peggior limite siamo proprio noi stessi e le nostre convinzioni.
Desideriamo essere ricchi ma poi consideriamo i ricchi persone vili, meschine e disoneste.
Come possiamo accettare il denaro se va contro le nostre ideologie radicate?
Desideriamo essere amati ma poi quando ci guardiamo allo specchio vediamo solo un mostro?
Come possiamo essere amati dagli altri, se nemmeno a noi stessi piacciamo?
Desideriamo andare bene a scuola, ma sappiamo che per quanto ci impegniamo ci troveremo sempre quello stronzo di prof che ci odia che ci metterebbe 4 anche se gli cantassimo l'intera Divina Commedia a memoria.
Desideriamo essere dei vincenti nella vita ma poi appena ci capita l'occasione ci tiriamo indietro per paura di non farcela.
Se vogliamo ottenere ciò che desideriamo, dobbiamo crederci e cercare di andare incontro ai nostri valori.
Quando desideriamo arricchirci, possiamo pensare a quante persone buone e bisognose, possiamo aiutare con i nostri soldi.
Quando desideriamo farci apprezzare da un prof, non c'è nulla di peggio che presentarsi con un bel "Sei uno stronzo" stampato in faccia. I prof sono come le api.
Non sarà l'aceto ad attirarli, ma il miele. Un sorriso simpatico e un atteggiamento aperto non potrà che abbattere la sua diffidenza, rispetto a un atteggiamento scontroso e chiuso.
Quando cerchiamo amore e amicizia, possiamo essere consapevoli che sotto quello strato di trucco che ci rende carine e avvicinabili, c'è un gran cervello, perché  ricordiamoci, che gli uomini si attirano con il sesso, ma si tengono con il cervello e la complicità.
Con il tempo la bellezza sfuma, la simpatia, l'ironia, l'intelligenza no.
Insomma, quando desideriamo qualcosa, cerchiamo di capire se non siamo noi stessi con i nostri valori e ragionamenti a non riuscire ad ottenerlo.

Antonio Di Pietro, un modello da seguire

E così un altro politico è stato ricoperto di ridicolo e di disprezzo dalla popolazione! Niente meno che l'integerrimo Antonio Di Pietro e la sua cinquantina di case, di cui due affittate al suo stesso partito, di cui percepisce l'affitto... ma vi rendete conto? Uno prende l'affitto sulla sua stessa casa per lavorarci!
E come se non bastasse la ristrutturazione di una (o più) delle sue case di lusso sono state ristrutturate con lavori fatturati al suo stesso partito!
A questo punto, non si può che rimanere indignati di fronte a questo atteggiamento, ma la mia proposta è:
di denunciare questa oscenità e di esiliare Di Pietro dall'Italia? Noooooo.
di lapidarlo in Piazza di Spagna? Nooooo.
di fargli scontare le sue colpe (furto dei soldi dei contribuenti) in galera? Noooooooo.
L'unica cosa da fare è: FACCIAMOLO ANCHE NOI!
Se lo può fare Di Pietro, uomo politico eletto da me, perché non posso farlo io?
Forza, adesso tutti ad intestare la casa al coniuge e poi facciamo un contratto di affitto all'altro oppure apriamo la nostra attività autonoma (come hanno in molti) e mettiamo come sede casa nostra e ci autopaghiamo l'affitto per poi, ovviamente, detrarlo dalle tasse!
Insomma, perchè non farlo?
Perchè non fare baldoria e poi fatturarci il tutto come materiale promozionale/ricerca di clientela/corso di formazione???
Date retta a me, oggi giorno non bisogna disperarsi perché non si trova lavoro, ma è meglio aprirsi una bella partita Iva e darsi da fare ad arraffare il più possibile!
Non accusiamo questi poveri politici d'infamia e di comportamenti scorretti, ma usiamo come dei modelli, degli esempi a cui ispirarci, perché nell'Italia di oggi non ci si arricchisce seguendo le regole!
Ricordate, anche il Dalai Lama nei suoi 18 Principi della Felicità l'aveva detto.
Il quinto principio è: "Impara le regole affinché tu possa infrangerle nel modo appropriato".
Se lo dice anche il Dalai Lama...