mercoledì 30 maggio 2012

Trovare lavoro è sempre fantastico?

Sicuramente non dirò nulla di nuovo ma questa domanda mi pizzica sulla lingua.
Come fare a sopportare un collega superantipatico, cagone, invadente, cafone e logorroico???
Dovrebbero mettere le peculiarità caratteriali nel curriculum vitae, almeno uno si premunisce.
Com'è possibile che basta uno stronzo per distruggere un intero ambiente lavorativo.
La mia amica Rebby stava cercando lavoro e dopo tanto peregrinare ha trovato il classico lavoro d'oro.
Una gemma nel carbone.
In mezzo a tutta questa crisi e disoccupazione, ecco che compare il lavoro perfetto: buon stipendio, lavoro a tempo indeterminato, sabato e domenica a casa.
Insomma, quale pazzo ha lasciato quel posto vacante?
A quanto pare, non era un pazzo, ma uno impazzito a stare là dentro in quel covo di arpie velenose, pronte a farti le scarpe per due centesimi.
" Mi sembrava strano che ci potesse essere un posto libero del genere con tutta questa disoccupazione!".
Il problema è che ora vorrebbe andarsene a gambe levate, ma è incatenata a quel meraviglioso CONTRATTO A TEMPO INDERMINATO che tanto cercava.
Cosa fare?
Lasciare un lavoro stabile e vivere male otto ore al giorno oppure mollare a fare di nuovo la spola tra Adecco e Manpower?

martedì 29 maggio 2012

Uomini e Donne, Mammoni o La Pupa e il Secchione?

Una spera sempre in un miglioramento e invece... il degrado è sempre dietro l'angolo!
Ora ci dobbiamo anche sorbire il dramma di alcuni bei ragazzoni, che non riescono a trovare la fidanzata.
Ma io mi dico: ma come può un ragazzo giovane, bello, laureato, professione modello a non trovarsi una donna senza l'aiuto di un programma televisivo?

Un po' come a "Uomini e Donne" dove dei gran strafighi devono avere un harem televisivo in cui scegliere, perchè fuori dal set, sembra che nessuno se li fila.
Ma daiiiiiiiiiiii!

Tuttavia, una cosa bisogna dirla: un uomo può essere bello e intelligente e ricco quanto vuoi, ma se non è un po' simpatico, romantico e capace d'amare, non c'è donna che tenga!
... e sinceramente, un uomo che va a fare il gran figo in tv, mi sembra più innamorato di se stesso, che di qualsiasi altra persona!

Il tempo dei narcisisti è passato, ora ci sono i mammoni!
Già, quella sottospecie di esemplare chiamato uomo, che dipende ancora da mammà!
Quell'uomo, abituato a sessere servito e riverito, che non cerca una compagna, ma una madre, che lo ami e lo metta al centro del suo mondo!
Se una donna è masochista, prego, le lascio il posto!
Sono una gattaccia crudele?
Può darsi. Del resto, chi trova un mammone, trova un lavoro. Futura badante della suocera!

A questo punto, forse è meglio ripiegare su uno sgraziato secchione, che magari è capace di amare o di apprezzare di più una donna.
Sicuramente con tutti quei libri che legge e studia, è in grado di fare dichiarazioni d'amore più elaborate e scientifiche o poetiche in stile ottocentesco, che a noi donnine ci fanno tanto bene e ci sciolgono in mille dolci sorrisi.

http://www.video.mediaset.it./programma/lapupaeilsecchione/la-pupa-e-il-secchione.html

http://www.video.mediaset.it./programma/uominiedonne/uomini-e-donne.html

http://www.video.mediaset.it/video/mammoni/clip/303761/prossimamente-su-italia-1.html

lunedì 28 maggio 2012

QUANDO LA CRISI NASCE IN BAGNO



C’è di nuovo aria di crisi. Una volta la crisi di coppia arrivava al settimo anno, poi l’hanno anticipata al terzo e adesso gli studiosi sostengono che quella più devastante è quella del quattordicesimo anno. Beh, lo capisco. È dura stare per quattordici anni con un uomo, che nonostante abbia terminato la fase della crescita psico-fisica da un paio di decenni, continua a non capire che il classico rotolo di carta igienica, una volta finito, va buttato e sostituito.
Un concetto piuttosto semplice e basilare, a mio dire.

La mia amica Rebecca, ormai stufa marcia di ritrovarsi circondata da piramidi di rotoli grigi, qualche giorno fa ha deciso che era giunto il momento di finirla. Generalmente ogni volta che suo marito finisce la carta igienica, tocca a lei andare in bagno, buttare il rotolo usato nella piccola pattumiera a fiori nascosta vicino alla lavatrice e prenderne uno nuovo.
Beh, dopo l’ennesima piramide, la mia amica ha deciso di tenere la pipì finché al suo caro maritino non scappava qualcos’altro.
Era così determinata che piuttosto si sarebbe fatta venire una cistite.
Attese e alla fine vinse.

Dopo pranzo il suo pezzo di bue torna in bagno e non si accorge che manca il solito rotolo nuovo, che appare sempre magicamente, come dono per le sue meravigliose e geniali piramidi.

Lei intanto aspetta con ansia fuori dalla porta di essere chiamata e riportata all’ordine.
E invece… silenzio.

Passano i minuti e tutto tace (probabilmente era immerso in una delle sue solite letture stimolanti), finché ad un certo punto, ecco che iniziano le prime esclamazione di stupore, seguite da altre espressioni più colorite e infine: “Rebby, la cartaaaaa!”.

Soddisfatta, prende il cane e va a farsi un giro, indifferente alle imprecazioni del marito, che dalla foga distrugge tutte le sue costruzioni.

Da quell’episodio, uno si aspetta che il marito abbia imparato la lezione e invece no.
L’uomo, si sa, è recidivo.

Infatti il marito della mia amica continua con le sue costruzioni egiziane, ma da quel giorno, nasconde nella lavatrice, che si trova proprio davanti al water, un rotolo di carta igienica di scorta, convinto che sua moglie non lo trovi.

E poi dicono che l’uomo è una creatura intelligente e la donna prevenuta nei suoi confronti.

Film consigliati: “Maschi contro femmine” e “Femmine contro maschi”.

domenica 27 maggio 2012

Parenti serpenti e coltelli!

Mi viene da ridere! Alla faccia del detto "I panni sporchi si lavano in famiglia", dopo la lettera di Veronica per Silvio, ecco che arriva un'altra sfrecciata di veleno.
Questa volta tra sorelle: Silvia e Stefania Rocca sono ai ferri corti.
Silvia accusa l'altra di lavorare solo perchè raccomandata (parola che fa subito breccia nel cuore di tutte noi comuni mortali che viviamo in uno Stato dove la meritocrazia non esiste).
Ci può anche stare, ma anche l'altra di certo non ha fatto nulla per essere assunta per la sua intelligenza, dato che in quasi tutte le foto sul web compare sempre déshabillée.
Ma se aver tirato fuori "tutta se stessa" non è bastato, cosa dovremmo dire noi, povere randagie, che di certo non pecchiamo per "fisico esageratamente mozzafiato" per trovare lavoro?
Secondo me, se manda il suo cv al MacDonald l'assumono all'istante.
Beh, certo, dipende sempre uno cosa vuole fare e quanto guadagnare...
Ma questo vale per tutte noi!  ;-)


Riposino dopo mangiato: si o no?

Non si capisce più niente.
Fino a ieri sembrava che 20-30 minuti di riposino al giorno portasse un giovamento alla salute, perchè permetteva al corpo di riposarsi e di concentrare tutte le energie nella digestione, che porta il classico abbiocco che ti taglia le gambe. Addirittura fa bene all'ottimismo, tanto che chi si riposa quella mezz'oretta riprende la giornata lavorativa meglio degli altri e con più sprint.
E ora...
No, il classico riposino fa malissimo! Soprattutto nelle persone anziane o dopo un pasto abbondante o pesante. 
Ma insomma! Sto benedetto riposino fa bene o no?

IO E LA MIA CASA

 
Come può la nostra casa definire noi stessi? Come può la nostra casa influenzare la nostra personalità e le nostre scelte?

Generalmente pensiamo che la nostra casa sia un nostro prodotto, non il contrario.
Scegliamo come abbellirla, quali colori metterci, come disporre i mobili (che abbiamo scelto e comprato secondo il nostro gusto personale) e come gestire gli spazi.

Tuttavia la casa, oltre ad avere alcune sue caratteristiche già prefissate (almeno che non la facciate costruire da zero), come l’altezza del soffitto, la quantità e la grandezza delle finestre, il numero di piani e l’orientamento della stessa, si può dire che reagisca o addirittura condizioni il nostro modo di essere e di pensare.

A parte il classico “stress da disordine” che colpisce molte persone, soprattutto le donne, quanti di noi possono sostenere di vivere bene in un ambiente sporco o disordinato? In realtà, abbiamo bisogno di un ambiente pulito, ordinato, luminoso e possibilmente con il soffitto alto per poter crescere o per rilassarci. Anche per la nostra mente è più facile aprirsi e far chiarezza se ce n’è intorno a noi, permettendoci quindi di concentrarci su ciò che ci circonda e su ciò che desideriamo.

Questo non significa che dobbiamo buttare tutti i suppellettili che adornano la libreria in soggiorno, la collezione di nostro figlio delle sorprese trovate negli ovetti Kinder o tutti gli oggetti che brillano nella nostra vetrinetta dei ricordi.

È importante fare una selezione, riconoscere ciò che è ha davvero un significato particolare (che non sempre ha lo stesso valore nel corso degli anni), circondarsi solo da ciò che conta veramente per noi e per la nostra famiglia e infine lasciare uno spazio vuoto. Proprio così: ricordiamoci sempre di lasciare uno spazio che possa accogliere ciò che di bello può riservarci il futuro.

Libro consigliato: “Space Clearing: Libera il tuo Spazio, trasforma la tua vita” di Lucia Larese.

COME RISPARMIARE ED ESSERE FELICI


Ciò che può renderci felici può costare meno di quanto pensiamo.

Oggigiorno facciamo dipendere la nostra felicità da un sacco di cose, quasi tutte esterne a noi.
Nessuno che ti dica: “Oggi sono felice perché mi sento bene con me stesso”. È più facile sentire frasi del tipo: “Che bello! Oggi mi sono comprata l’I-phone! L’ultima versione! Come sono felice! Il ragazzo del quarto piano mi ha invitato ad uscire! Era da un casino che gli morivo dietro…”.

Tuttavia ci sono dei momenti, seppur brevi, che siamo costretti a stare da soli, magari non possiamo uscire di casa, in tv non c’è niente d’interessante e dopo aver controllato la posta, Facebook, Twitter, i trecento forum a cui ci siamo iscritti sgranocchiando qualche patatina o biscotto, sprofondiamo nella noia. Ed ecco che arriva il fatidico e tanto temuto momento della solitudine. Alla gente non piace più stare da sola, avere tempo di ascoltare i propri pensieri o il proprio corpo.

Troppi dubbi, troppe paure, ansie, frustrazioni ci riempirebbero la mente cosciente. Sentiremmo la nostra vocina interiore dirci cose che non vogliamo sentire. Meglio pensare a come spendere il prossimo stipendio, piuttosto.

Eppure quella vocina che tanto ci rifiutiamo di prendere in considerazione, vuole solo aiutarci.
In realtà nel tumulto delle nostre emozioni, si celano le risposte a moltissime nostre domande e spesso troviamo anche la strada verso ciò che desideriamo, che raramente coincide con quello che crediamo di volere davvero.

Abbiamo abbandonato noi stessi per seguire falsi ideali e finte felicità, ma se solo ci soffermassimo un minuto di più su ciò che veramente vogliamo dalla vita per noi stessi, sarebbe tutto più semplice e risparmieremmo un sacco di denaro.